Nel cortile

La realtà rimasta incollata come un vestito bagnato, era ieri un cortile; un cortile illuminato nell'ora che divide il giorno, un cortile stretto da muri alti come muraglie, muri grigi e opprimenti ma mai, mai invincibili, neppure ora, nell'oscurità che unisce x con z e y, soprattutto ora, nell'ora del finalmente.

(giugno 2010)

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Giro in giro

I.
Avanti confusamente, avanti a tentativi e a tentoni saltando ostacoli inciampando cadendo e rialzandomi o forse no, razzolando al suolo, mangiando terra o guardando il cielo.

II.
In circolo, in recinto, in una stanza a volte buia a volte illuminata da prossime e indefinite luminescenze o da bagliori remoti.
Ora giro in giro, giro in circolo costruisco e giro in circolo tra pareti di cemento giro in giro.
A volte un bagliore, una luce riflessa, chissà un segno di vita di vitalità di un sentire o di una esistenza.
Forse un pertugio o forse no, solo un luccichio d’umidità, una lento filtrare d’acqua.
Continuo a girar in giro, ad ogni circonferenza la stanza è più piccola e girando in giro sempre più rapido sempre più stretto mi chiedo cosa sarà mai di me una volta al centro di una stanza che non più stanza è, ormai immobile, ormai cieco e inerme, giungerà forse il momento in cui imprigionato dalla ragione potrò finalmente innalzarmi libero sospinto dalla follia più in là di questo recinto, più in là delle sue pareti di cemento più in là del suo stesso isolamento.

(Barcelona, 2008)

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La voliera I

Come uscire da questa galera scrupolosamente costruita durante i miei lunghi sonni?
Da questa trasparente immensa ed elettrica gabbia che dell’eternità m’illude dalla vita mi allontana.
Lasciami ora la libertà di piangere questa codardia sprezzante che sulle ginocchia ormai vinto mi abbandona.
Supino, con gli occhi chiusi senza cedere alla tranquillità del sonno mi faccio spazzare dal tempo.

(Barcelona, 2008)

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