Creando solchi

Bastardo scrivi
scrivi schiaccia spremi
comprimi crea il solco e seguilo
con lo sguardo aspetta il sonno
tuo boia anche questa volta
ti resisti a soccombere.
Cosa ancora
non hai chiuso oggi?
Ho bisogno di te
in questo sterminato
campo rosso e bianco.
(San Pere de Ribes, BCN, giugno 2009)
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Mani in tasca e bavero alzato

Mani in tasca e bavero alzato
in stile Modern Talking mi dicono
cammino lungo strade deserte
nel vento furioso che tutto scuote
e sconvolge portando con sé anime
e corpi nel vento che batte
vicoli e viali
mani in tasca e bavero alzato
nell’aria bizzosa e pungente
sono solo, sono vivo.

(Barcelona, 2008)

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Insonnia

Nell’oscurità i riflessi di luce prendono forma, ombre di luce nel negativo del giorno. Finalmente si rompe l’insonne solitudine, appaiono maschere grottesche ridendo sguaiatamente, pastori silenziosi brancolando nel buio e con loro guide senza guida, un albero senza natale, cinque dieci cento dita medie senza mezze misure. Tutto ciò a cui non ho pensato durante il giorno inizia a gridare assordante, una chiassosa comitiva di questioni posticipate si affaccia chiedendo attenzione. Provo a quietar la moltitudine con pensieri gradevoli, moti d’ottimismo, limpidi propositi e facili promesse.

Ladri! Fetidi ladri o voi che con il mio sonno fuggite saltando pecore e schivando ciechi pastori ondeggianti nel buio. Dove fuggite o ladri, forse laggiù, dietro la collina dei sogni dimenticati, laddove giace il tempo perso? O forse è una corsa verso il nulla, un correre infinito, un eterno guardie e ladri con l’unico scopo di sfinire l’inseguitore? Che sia quindi, che inseguendo il sogno possa estenuato stramazzare al suolo (io da sempre un estenuato stramazzare) e trovare finalmente la stanca quiete del sonno.

(Barcelona, 2008)

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Per un attimo

Svegliato d’improvviso segno l’ora con biro nera. Chi sono? Sono? Quando sono? Non dormo. Mi giro nel letto e non dormo. Accuso il primo caldo, la prima notte calda e afosa di questo umido anno. Mi siedo sul letto e osservo la stanza che ad occhi chiusi pareva più scura. Per un attimo vedo Sara correre, forse non sola, dove non so. In piedi in cucina mi rollo un cannone. Sveglio per caldo e scarafaggi giro tabacco e hashish e spero in un prossimo sonno. La vedo muoversi velocemente per un attimo prima della cucina prima della sua luce fredda prima delle sue sedie prima del suo disordine. Mi siedo, accendo la canna goffa e incerta. Come filtro, un fondo di Camel. Tiro e penso che mi sto muovendo attorno al sole.

(Bologna, 2002)

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Strobosleep

Dormo sotto una luce stroboscopica, luce e buio si alternano in frazioni di secondo.
Luce. Occhi aperti verso il soffitto braccia dietro alla nuca caviglie sovrapposte.
Buio. Occhi aperti verso il soffitto braccia dietro alla nuca caviglie sovrapposte.
Luce. Appoggiato sul fianco destro mani sotto la guancia ginocchia piegate.

Non trovo la posizione giusta. Dormo sotto una luce stroboscopica, o almeno ci provo. Tengo gli occhi aperti un attimo.

Buio. Negativo di superficie, a pochi centimetri ruvido cemento. Negativo di grigio. Spalla destra strofinata ripetutamente, mani conserte, dorso della mano sotto la guancia destra.
Luce. Appoggiato sul fianco destro mani sotto la guancia gambe distese.

Non trovo la posizione giusta. Dormo sotto una luce stroboscopica, o almeno ci provo.

(Bologna, 2002)

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Mezzanotte

Io qui sono!
Eppur debole, di facile oblio
sfuggo al ricordo di una libertà anelata
e nell'aria densa d'estate
mi consumo.

(Barcelona, 2008)

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Notte d'estate

Un silenzio denso d’immagini
sudario d’incertezza si distende.
Estate che tutto avvolge 
guida di giorni storditi
di dolorosa e sfuggente attesa.
Sono un sospiro che la notte quieta.

(Barcelona, 2008)

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