(Barcelona, 2008)
Nell’oscurità i riflessi di luce prendono forma, ombre di luce nel negativo del giorno. Finalmente si rompe l’insonne solitudine, appaiono maschere grottesche ridendo sguaiatamente, pastori silenziosi brancolando nel buio e con loro guide senza guida, un albero senza natale, cinque dieci cento dita medie senza mezze misure. Tutto ciò a cui non ho pensato durante il giorno inizia a gridare assordante, una chiassosa comitiva di questioni posticipate si affaccia chiedendo attenzione. Provo a quietar la moltitudine con pensieri gradevoli, moti d’ottimismo, limpidi propositi e facili promesse.
Ladri! Fetidi ladri o voi che con il mio sonno fuggite saltando pecore e schivando ciechi pastori ondeggianti nel buio. Dove fuggite o ladri, forse laggiù, dietro la collina dei sogni dimenticati, laddove giace il tempo perso? O forse è una corsa verso il nulla, un correre infinito, un eterno guardie e ladri con l’unico scopo di sfinire l’inseguitore? Che sia quindi, che inseguendo il sogno possa estenuato stramazzare al suolo (io da sempre un estenuato stramazzare) e trovare finalmente la stanca quiete del sonno.
(Barcelona, 2008)
(Bologna, 2002)
Dormo sotto una luce stroboscopica, luce e buio si alternano in frazioni di secondo.
Luce. Occhi aperti verso il soffitto braccia dietro alla nuca caviglie sovrapposte.
Buio. Occhi aperti verso il soffitto braccia dietro alla nuca caviglie sovrapposte.
Luce. Appoggiato sul fianco destro mani sotto la guancia ginocchia piegate.
Non trovo la posizione giusta. Dormo sotto una luce stroboscopica, o almeno ci provo. Tengo gli occhi aperti un attimo.
Buio. Negativo di superficie, a pochi centimetri ruvido cemento. Negativo di grigio. Spalla destra strofinata ripetutamente, mani conserte, dorso della mano sotto la guancia destra.
Luce. Appoggiato sul fianco destro mani sotto la guancia gambe distese.
Non trovo la posizione giusta. Dormo sotto una luce stroboscopica, o almeno ci provo.
(Bologna, 2002)
Io qui sono!
Eppur debole, di facile oblio
sfuggo al ricordo di una libertà anelata
e nell'aria densa d'estate
mi consumo.
(Barcelona, 2008)
(Barcelona, 2008)
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