Digitali

Ho un'impronta digitale che urla per me. Per questo mi sono tagliato tutte le dita della mano sinistra. Un moncherino delizioso!
Un dito l'ho spedito a mia zia, in Connecticut, che non so dove sta e nemmeno come si scrive. Speriamo sia arrivato. L'indice l'ho mandato al vecchio parroco del paese in cui ho vissuto durante l'infanzia. Il terzo, il medio, ce l'ho ficcato in culo, mentre pollice e mignolo li ho attaccati assieme, finalmente vicini.

(2002)
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Una pietra

Quella pietra chiara e bubbosa, scelta tra centinaia di pietre per forma colore e testura, per le sue caratteristiche scelta da accudire e annaffiare lungo il tempo fino all'ultimo giorno, ebbene, quella pietra quasi con disprezzo sostituì due mesi dopo, annoiato e infastidito, saturo di quelle stesse caratteristiche che la resero tra centinaia di pietre speciale ed unica. 

 

(novembre 2009)

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La Dama di Ghiaccio

La Dama di Ghiaccio perse di vista il mondo in un rosso e soffocante agosto, quando il cammino di ritorno a casa evaporò rapidamente dietro ai suoi passi. Erano passi silenziosi e stretti come di chi a stento si regge. Si teneva stretta, impaurita, a punto di rovinare al suolo in mille schegge di cristallo.

La Dama ritrosa, dai desideri incrostati alle pareti del passato, rinchiusa nel suo castello di carte trascorse quel che restava dell'anno piangendo stalattiti di ghiaccio. Se mai qualcuno andasse a cercarla, la troverebbe nella sua camera frigorifera distesa su un freddo letto di marmo e circondata dalle carcasse macellate dei suoi ricordi.

La Dama di Ghiaccio si fossilizzò nello stratificarsi delle stagioni; si lasciò andare e cullandosi nell'illusione di potersi sciogliere nel nulla, continuó in eterno a fare dell'umidità ghiaccio e del ghiaccio vita.

(2010)

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Nel cortile

La realtà rimasta incollata come un vestito bagnato, era ieri un cortile; un cortile illuminato nell'ora che divide il giorno, un cortile stretto da muri alti come muraglie, muri grigi e opprimenti ma mai, mai invincibili, neppure ora, nell'oscurità che unisce x con z e y, soprattutto ora, nell'ora del finalmente.

(giugno 2010)

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Vent'anni

Ricordo quella mattina complicata
quando tra le lacrime mi venne detto
"ora non puoi, lo farai in futuro".

Vent'anni in attesa di quel futuro
accelero il passo e gli corro in contro.

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Un traditore

Gira il collo a fatica, prima a sinistra, poi a destra. Stira schiena e spalle fino a sentirle scricchiolare e continua ad osservare attorno a sé. Prima a sinistra, poi a destra. Torcicollo e ospite gratuito sui tavolini di Mc Donald's sotto i portici. Aspetta il segnale convenuto prendendo appunti. Trascrive sommariamente le informazioni raccolte in giornata. Informazioni trasversali, soffiate e passaparola. Un traditore.
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Creando solchi

Bastardo scrivi
scrivi schiaccia spremi
comprimi crea il solco e seguilo
con lo sguardo aspetta il sonno
tuo boia anche questa volta
ti resisti a soccombere.
Cosa ancora
non hai chiuso oggi?
Ho bisogno di te
in questo sterminato
campo rosso e bianco.
(San Pere de Ribes, BCN, giugno 2009)
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Quello strano giovane

Poi fu la volta di quello strano giovane che viveva tra il sogno e il mondo reale. Un continuo incrocio di eventi, di-segni dell'invisibile. Semplici incroci di narrazione.
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La città antica

L'antica città protegge la quiete di terra dalla furia del mare.
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Sulla tristezza

Lessi della tristezza come nobile sentimento, come un momento d'intima e dolorosa coscienza della propria lontananza da Dio (mancanza propria, non certo divina).

La mia di tristezza è una perdita di sé, un disconoscersi repentino, un'improvvisa scomparsa. È un vuoto d'animo, l’antico rimpianto di ciò che fu e che ormai non è.

La tristezza è un sentimento nobile e da molti incompreso, è l'umano desiderio di ri-scoperta di sé stessi e del proprio destino divino.

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