(novembre 2009)
(novembre 2009)
L’ha lasciata sola in un angolo dopo averla allontanata bruscamente.
Ora gira libero e perso, fuggendo dalla solitudine di colui che è incapace di sentire.
È solo, allo sbando, lui e la sua pietra.
Sisifo d’amore, debole e fiero della sua intima abilità, egocentrico rapace, arido inseminatore di terre fertili, cieco conquistatore d’immagini riflesse in costellazioni di specchi, immemore si muove di vita in vita, essendo di ciascuna una storia, di sé stesso mille menzogne.
(Barcelona, 2008)
(Bologna, 2002)
(Bologna, 2002)
S'interruppe dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni. Sembrava seccato dalla mia passività un po’ imbronciato per questo fiume di parole. Odia parlare troppo - non molto, troppo - e odia quando ad interromperlo non è un cauto avvertimento ma un fastidioso sbadiglio. Rompo il ghiaccio, ora tocca a me:
Mi interruppi dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni. Sembravo seccato dalla sua passività ma non lo ero. Forse un po’ imbronciato per questo fiume di parole. Odio parlare troppo - non molto, troppo - e odio quando ad interrompermi non è un cauto avvertimento ma un fastidioso sbadiglio. Poi tocca a lui:
S'interruppe dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni. Sembrava seccato dalla mia passività un po’ imbronciato per questo fiume di parole. Odia parlare troppo - non molto, troppo - e odia quando ad interromperlo non è un cauto avvertimento ma un fastidioso sbadiglio. Rompo il ghiaccio, ora tocca a me:
Mi interruppi dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni. Sembravo seccato dalla sua passività ma non lo ero. Forse un po’ imbronciato per questo fiume di parole. Odio parlare troppo - non molto, troppo - e odio quando ad interrompermi non è un cauto avvertimento ma un fastidioso sbadiglio. Poi tocca a lui:
S'interruppe dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni. Sembrava seccato dalla mia passività un po’ imbronciato per questo fiume di parole. Odia parlare troppo - non molto, troppo - e odia quando ad interromperlo non è un cauto avvertimento ma un fastidioso sbadiglio. Rompo il ghiaccio, ora tocca a me:
Mi interruppi dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni. Sembravo seccato dalla sua passività ma non lo ero. Forse un po’ imbronciato per questo fiume di parole. Odio parlare troppo - non molto, troppo - e odio quando ad interrompermi non è un cauto avvertimento ma un fastidioso sbadiglio. Poi tocca a lui:
S'interruppe dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni. Sembrava seccato dalla mia passività un po’ imbronciato per questo fiume di parole. Odia parlare troppo - non molto, troppo - e odia quando ad interromperlo non è un cauto avvertimento ma un fastidioso sbadiglio. Rompo il ghiaccio, ora tocca a me:
Mi interruppi dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni. Sembravo seccato dalla sua passività ma non lo ero. Forse un po’ imbronciato per questo fiume di parole. Odio parlare troppo - non molto, troppo - e odio quando ad interrompermi non è un cauto avvertimento ma un fastidioso sbadiglio. Poi tocca a lui:
(2002)
La necessità di un punto di partenza.
A fuoco.
Da qualche parte poserai lo sguardo anche solo per capire dove poggi i piedi.
Osservare un punto fermo non brucia, non ustiona.
Provo a dirti apri gli occhi e non curarti del buio.
Osserva il buio, il nulla dietro di te.
Parole queste nate per dare corpo a fantasmi.
Pallidi riflessi di penombra scacciati da una luce improvvisa.
(2002)
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