Da questa trasparente immensa ed elettrica gabbia che dell’eternità m’illude dalla vita mi allontana.
Lasciami ora la libertà di piangere questa codardia sprezzante che sulle ginocchia ormai vinto mi abbandona.
Supino, con gli occhi chiusi senza cedere alla tranquillità del sonno mi faccio spazzare dal tempo.
(Barcelona, 2008)


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