Quello che non sono si presenta al momento giusto non chiede permesso né perdono. Quello che non sono aspetta risposte per poter domandare. Offre mani rispettose e sorrisi di convenienza perché quello che non sono disprezza ciò che non è e chi di sé non sa. Quello che non sono lo incontro nei posti più impensati aspetta che mi sia preparato che io sia certo nell’incertezza e saldo nell’instabilità. Mi aspetta al varco quello che non sono attesa dal sorriso smagliante e dai gesti morbidi. Sorride ma non sa quello che io non sono.
(Bologna, 2002)
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