Svegliato d’improvviso segno l’ora con biro nera. Chi sono? Sono? Quando sono? Non dormo. Mi giro nel letto e non dormo. Accuso il primo caldo, la prima notte calda e afosa di questo umido anno. Mi siedo sul letto e osservo la stanza che ad occhi chiusi pareva più scura. Per un attimo vedo Sara correre, forse non sola, dove non so. In piedi in cucina mi rollo un cannone. Sveglio per caldo e scarafaggi giro tabacco e hashish e spero in un prossimo sonno. La vedo muoversi velocemente per un attimo prima della cucina prima della sua luce fredda prima delle sue sedie prima del suo disordine. Mi siedo, accendo la canna goffa e incerta. Come filtro, un fondo di Camel. Tiro e penso che mi sto muovendo attorno al sole.
(Bologna, 2002)
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